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L’IA nel mandato

L’IA nello studio legale e nella fiduciaria: tre processi che rispettano il segreto professionale

Leggere l’incarto, verificare contratti, scrivere ai mandanti: il lavoro che nessuno può fatturare divora la giornata. Questo articolo mostra, attraverso tre processi, come un collega IA lavora con i documenti del suo studio. Vedrà che cosa esige il segreto professionale e dove stanno i limiti.

Fiduciaria e studio legale Tempo di lettura: 12 minuti

In breve

  • Solo il 47% degli studi legali svizzeri interpellati utilizza un software di gestione documentale; più della metà cerca quindi i documenti senza struttura.1
  • Kisuno lavora con i documenti del suo studio. Atti, contratti tipo, libreria di clausole, promemoria e circolari diventano una base di conoscenza: una raccolta che lei interroga in linguaggio corrente. Ogni risposta indica la fonte.
  • L’archiviazione avviene in Svizzera oppure sul suo server; i suoi dati non vengono usati per l’addestramento. L’accordo sul trattamento dei dati e l’elenco dei sub-responsabili sono pubblici.
  • Vertec, justitia.swiss e Microsoft 365 dispongono di un’interfaccia documentata: una via descritta pubblicamente attraverso cui due programmi si scambiano dati. Kisuno vi si collega tramite il Model Context Protocol (MCP), con permessi per singolo strumento e la registrazione di ogni accesso.

Situazione di partenza: l’ora fatturabile diventa scarsa

Un’indagine della Federazione Svizzera degli Avvocati e della Swiss LegalTech Association mostra quanto siano diversamente avanzati gli studi nella loro archiviazione: il 63% degli studi interpellati lavora con un software di gestione dello studio, ma solo il 47% con un software di gestione documentale.1 L’indagine si è svolta da ottobre 2021 a gennaio 2022 con 532 partecipanti. Più della metà cerca quindi i documenti nell’albero delle cartelle, nella casella di posta o nell’incarto cartaceo. Quanto ciò costi lo mostra un confronto internazionale, detto benchmark. Il tasso di utilizzo medio si attesta al 38% di una giornata di otto ore: circa tre ore fatturabili, cinque ore restano non fatturate.2 Questa cifra proviene da dati internazionali e non da un’indagine svizzera; la direzione, tuttavia, è nota a ogni studio.

Nella fiduciaria il quadro è lo stesso, solo con altri segni. Uno studio di TREUHAND|SUISSE e bexio ha rilevato nel 2016 che i fiduciari dedicano più del 60% del loro tempo di lavoro ad attività amministrative; per il 2025 lo stesso studio si attendeva un calo a circa il 40%.3 A ciò si aggiunge la pressione dal lato dei mandanti: nel monitoraggio della burocrazia 2022 della SECO, il 60% di oltre 1500 imprese interpellate percepiva il carico amministrativo come piuttosto alto o alto.4 Ciò che grava sul mandante finisce sulla scrivania del fiduciario. Lì incontra un limite di capacità, e nella stagione delle chiusure quel limite non si lascia allargare.

Il settore lo sa e cerca la strada: il 14 giugno 2024 la Federazione Svizzera degli Avvocati ha adottato una guida sull’impiego dell’intelligenza artificiale, da allora aggiornata.5 La domanda non è quindi più se uno studio impieghi l’IA, ma a quali condizioni gli sia consentito. Questo articolo non sostituisce né una consulenza legale né una consulenza fiscale.

  1. Atti pregressi, corrispondenza e allegati del mandato
  2. Indicizzazione con rinvio al punto dell’incarto
  3. Valutazione e approvazione nello studio
  4. Archiviazione nell’incarto, ogni accesso registrato
Ecco come un mandato attraversa lo studio: dagli atti pregressi al risultato archiviato. La valutazione giuridica resta all’essere umano.

Caso d’uso 1: indicizzare l’incarto all’avvio del mandato

Un nuovo mandato arriva con diverse centinaia di pagine: gli atti del precedente patrocinatore, due anni di corrispondenza, allegati in ordine sparso, in parte scansionati. Lei carica l’intero fondo nello spazio di lavoro del mandato. In risposta arrivano una cronologia dei fatti, un quadro delle parti coinvolte e un elenco dei punti litigiosi, ogni volta con il rinvio al punto dell’incarto da cui proviene l’indicazione.

Il rinvio è il punto vero. Lei non legge un riassunto a cui deve credere, ma salta in pochi secondi alla pagina in cui l’affermazione si trova. Che cosa ne consegua lo decide lei: la valutazione giuridica, l’assunzione delle prove e la strategia restano interamente all’avvocata. Il collega IA procura la visione d’insieme che altrimenti ci si costruisce nel fine settimana.

  1. Atti pregressi, corrispondenza e allegati, così come arrivano
  2. Indicizzazione sugli atti del mandato
  3. Cronologia, parti coinvolte e punti litigiosi, ciascuno con la fonte
La visione d’insieme nasce dagli atti del mandato, non dalla memoria del modello. Ogni indicazione mostra il punto in cui si trova.

Che cosa non accade: non viene calcolato alcun termine e non viene inoltrato nulla. Un modello linguistico può non cogliere un considerando oppure attribuire male una fonte. Per questo ogni risultato è una bozza con il riferimento, che lei verifica, e non un’informazione su cui fare affidamento.

Caso d’uso 2: verificare contratti e documenti di chiusura rispetto alla prassi propria

Nello studio arriva sul tavolo un NDA, un contratto di lavoro o un set di condizioni generali della controparte. Il collega IA confronta il documento con la libreria interna di clausole e modelli e fornisce un elenco degli scostamenti: quale clausola manca rispetto al suo modello, quale diverge, quale formulazione ha già negoziato diversamente in casi analoghi. Il risultato è un’indicazione, non una decisione di approvazione.

Nella fiduciaria si tratta della preparazione dell’incarto di chiusura. Contratti, verbali dell’assemblea generale, contratti di mutuo e di leasing vengono esaminati e condensati in un riassunto strutturato; ne nasce inoltre un elenco raccolto di domande aperte al mandante, invece di sei e-mail separate nell’arco di tre settimane. Una base di conoscenza fatta di circolari dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), informazioni sull’IVA e promemoria propri fornisce subito anche la fonte. Così la richiesta al mandante è motivata.

  1. Contratto o documento di chiusura, così come arriva
  2. Libreria di clausole, modelli e promemoria dello studio
  3. Elenco degli scostamenti e domande aperte, ciascuno con la fonte
La verifica avviene rispetto alla prassi propria, non rispetto a un sapere generale del modello. Si negozia e si approva nello studio.

Il limite è chiaro: il collega IA non dà informazioni giuridiche e non prende decisioni di approvazione. Mostra dove un documento si discosta dalla sua prassi e indica il punto della sua libreria in cui può verificarlo.

Caso d’uso 3: comunicazione con i mandanti in tedesco, francese, italiano e inglese

Lo studio scrive tutto il giorno: domanda di proroga del termine, sollecito dei documenti mancanti, annuncio della nota d’onorario, il riassunto comprensibile di una sentenza o di un contratto per una clientela senza formazione giuridica. Ognuna di queste lettere è routine e costa comunque mezz’ora, perché deve essere pulita.

Da una frase di contesto e dalle lettere tipo dello studio la bozza nasce in pochi minuti. Arriva in tedesco, francese, italiano o inglese, nel tono che il suo studio utilizza. È più di una traduzione: formula di saluto, struttura e formulazioni provengono dai suoi modelli e dalla corrispondenza già scambiata nel mandato. Lei legge, cancella, integra e approva.

  1. Il motivo tratto dal mandato, in una frase
  2. Lettere tipo e corrispondenza precedente, permessi per gruppo
  3. Bozza nella lingua del mandante, pronta per l’approvazione
La bozza nasce dalle lettere tipo dello studio. Si firma ciò che un’avvocata o un fiduciario ha approvato.

Nessuna lettera lascia lo studio senza approvazione. Chi ha prodotto quale bozza e chi l’ha modificata è indicato nel registro di audit, il verbale di tutti gli accessi. I permessi per singolo strumento decidono chi raggiunge quale libreria di modelli.

Connettori: che cosa si può collegare al suo software di settore

Un collega IA è utile quanto ciò che gli è consentito raggiungere. Il collegamento a un altro programma si chiama connettore. Passa da MCP, uno standard aperto per il collegamento di sistemi esterni. Il presupposto è un’interfaccia documentata, in gergo un’API: il produttore descrive pubblicamente come altri programmi possono richiamare i dati. Alcuni produttori forniscono già un pezzo di raccordo pronto, un server MCP. I permessi valgono per ogni singolo strumento e ogni chiamata viene registrata. Ecco la situazione per i software diffusi negli studi legali e fiduciari, verificata nel settembre 2026:

Software Interfaccia Collegamento a Kisuno
Vertec (studi legali e fiduciari) API REST documentata, server MCP del produttore Server MCP del produttore disponibile; i permessi seguono il modello utenti di Vertec6
justitia.swiss (comunicazione elettronica con la giustizia) API aperta e documentata con ambiente di test Collegamento possibile tramite MCP. La LPCG, la legge federale sulle piattaforme di comunicazione elettronica nella giustizia, rende vincolante la comunicazione elettronica per l’avvocatura nei procedimenti civili e penali. Entra in vigore in modo scaglionato: le disposizioni sulla corporazione justitia.swiss valgono dal 1° ottobre 2025, le restanti seguono il 1° luglio 2027. Gli invii tramite la piattaforma diventano possibili con questo secondo passo7, 10
Microsoft 365 (Outlook, Teams, SharePoint) API Graph, documentata apertamente Collegamento possibile tramite MCP: e-mail, calendario e file direttamente accessibili. I server MCP di Microsoft stessa sono in anteprima; accanto a essi esistono server aperti basati sull’API Graph
Abacus API REST con OAuth2, accesso tramite il programma partner Collegamento possibile tramite MCP, l’accesso passa dal canale partner di Abacus
bexio API REST, documentata apertamente Collegamento possibile tramite MCP: contatti, fatture, contabilità
KLARA API REST, documentata apertamente Collegamento possibile tramite MCP: contabilità, vendite, salari
CashCtrl API REST, documentata apertamente Collegamento possibile tramite MCP
Topal API attivabile per installazione Collegamento possibile tramite MCP, l’interfaccia viene abilitata per ogni installazione
timeSensor LEGAL API secondo il produttore, documentazione su richiesta Collegamento possibile tramite MCP, la via passa dal produttore
WinJur, ForenSys, IUSTEC Nessuna API documentata pubblicamente La via passa da esportazioni e documenti

Il suo software manca nell’elenco? Molto del lavoro quotidiano lavora con documenti e funziona senza alcun collegamento di sistema, dall’indicizzazione dell’incarto alla corrispondenza. Come funzioni in linea di principio il collegamento dell’IA a un software per studi legali o fiduciari tramite MCP e quali sistemi siano predisposti è descritto nella pagina Integrazioni.

Segreto professionale e protezione dei dati: il presupposto, non un extra

Per uno studio legale all’inizio non c’è un argomento di protezione dei dati, bensì il Codice penale. L’art. 321 CP nomina espressamente le avvocate e gli avvocati e, nella stessa frase, i loro ausiliari. Chi rivela un segreto confidatogli in virtù della sua professione è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.8 Vi si aggiunge l’art. 13 LLCA: l’obbligo del segreto professionale non è limitato nel tempo, vale nei confronti di chiunque e lo studio deve provvedere affinché anche i suoi ausiliari lo osservino.8 Non termina con il mandato né con la radiazione dal registro.

Ne deriva la costruzione che conosce ogni studio che abbia già fatto capo a un’azienda informatica: un fornitore di servizi informatici è trattato come ausiliario dello studio e non è quindi un terzo non autorizzato. La Federazione Svizzera degli Avvocati vi pone condizioni nella sua guida sull’esternalizzazione informatica e il cloud computing: scelta accurata del fornitore, tutela contrattuale del segreto professionale e utilizzo dei dati unicamente per adempiere il contratto.9 Per uno strumento di IA questo significa in concreto: un’istanza propria anziché un account collettivo, cioè un sistema che appartiene solo al suo studio; un contratto sul trattamento dei dati su incarico; un impegno esplicito che con i dati dei clienti non si addestra; e una catena di subappaltatori resa pubblica. Se ciò basti nel singolo mandato lo valuta lo studio stesso.

Kisuno è concepito per questo. L’esercizio avviene in centri di calcolo di Green a Lupfig, certificati ISO 27001, oppure sul suo server. L’accordo sul trattamento dei dati, che la legge svizzera sulla protezione dei dati disciplina all’art. 9,8 stabilisce espressamente, nella sezione sull’addestramento, che con i dati dei clienti non viene addestrato alcun modello, e l’elenco dei sub-responsabili è pubblicato apertamente sul sito. La telemetria, cioè l’invio automatico di dati d’uso al fornitore, è disattivata per impostazione predefinita. Ogni accesso figura nel registro di audit, che lei può esportare. I permessi arrivano fino al singolo strumento.

I fiduciari non figurano nel catalogo dell’art. 321 CP, mentre vi figurano i revisori tenuti al segreto dal Codice delle obbligazioni.8 Chi conduce un mandato di revisione ricade quindi esso stesso sotto la norma penale. Per il resto dell’attività fiduciaria la tutela del segreto discende dal rapporto di mandato con la clientela. Vi si aggiunge la legge sulla protezione dei dati: i dati salariali e del personale sono dati personali ordinari, mentre singoli elementi come le indicazioni sulla salute o l’appartenenza sindacale rientrano fra i dati degni di particolare protezione secondo l’art. 5 LPD.8 E i documenti restano a lungo: libri di commercio, giustificativi, relazione sulla gestione e relazione di revisione vanno conservati dieci anni secondo l’art. 958f CO, a decorrere dalla fine dell’esercizio.8 Chi copia dati salariali in una finestra di chat di cui non conosce il gestore ha un problema che nessuna condizione d’uso può far sparire.

Per questo l’esercizio in Svizzera o sul proprio server non è, per uno studio, una preferenza, bensì il presupposto perché l’impiego entri in considerazione. Ciò di cui ha bisogno nel colloquio con l’autorità di vigilanza, con il cliente di revisione o con la clientela non è un anticipo di fiducia, bensì un contratto, un elenco e un registro. Tutti e tre esistono. Un limite appartiene allo stesso colloquio: Kisuno offre i modelli attuali di OpenAI (ChatGPT) e Anthropic (Claude); vengono eseguiti nel data center AWS di Francoforte. AWS è un’azienda statunitense, quindi lo US CLOUD Act si applica anche con server a Francoforte, e lo diciamo apertamente. Per i clienti con requisiti elevati di protezione dei dati sono disponibili modelli aperti di punta come GLM, Kimi e DeepSeek, gestiti da aziende europee su server in Europa; lì il CLOUD Act non si applica. Chi deve escluderlo per un mandato sceglie il livello europeo di modelli con GLM, Kimi e DeepSeek oppure fa funzionare da sé modello e istanza. Questo articolo non sostituisce né una consulenza legale né una consulenza fiscale.

Domande frequenti da studi legali e fiduciari

Possiamo davvero inserire dati dei mandanti in un’IA?

Dipende dall’impostazione. Un fornitore di servizi informatici è trattato come ausiliario dello studio e non è quindi un terzo non autorizzato. Il suo coinvolgimento è legato a condizioni: scelta accurata, tutela contrattuale del segreto professionale e utilizzo dei dati unicamente per adempiere il contratto. Gli elementi costitutivi: un’istanza propria in Svizzera o sul suo server, un contratto sul trattamento dei dati su incarico e l’impegno che con i suoi dati non viene addestrato alcun modello. Valuti il singolo caso alla luce del suo mandato. Questa risposta non sostituisce una consulenza legale.

L’IA inventa decisioni giudiziarie?

I modelli linguistici possono produrre riferimenti che non esistono, e in questo settore è l’errore più costoso in assoluto. Per questo il collega IA lavora sui suoi atti e sulla sua base di conoscenza e indica per ogni affermazione il punto da cui proviene. Citazioni, riferimenti e decisioni restano comunque da verificare prima di finire in un atto scritto. Questa risposta non sostituisce una consulenza legale.

E il segreto professionale dell’avvocato nei confronti del gestore?

Nell’esercizio autonomo nessuno oltre a lei vede i dati, perché l’istanza gira sulla sua infrastruttura. Nell’esercizio gestito il quadro è regolato dall’accordo sul trattamento dei dati: gli accessi di manutenzione avvengono su istruzione, i sub-responsabili sono resi noti e ogni accesso figura in un registro di audit che lei può esportare. Questa risposta non sostituisce una consulenza legale.

I praticanti e la segreteria vedono allora tutto?

No. I permessi arrivano fino al singolo strumento. Vale l’ordine utente, ruolo, gruppo, impostazione predefinita del server. Chi non può vedere una base di conoscenza o un sistema collegato non lo raggiunge nemmeno tramite il collega IA. I mandati che devono restare separati fra loro si dividono con gruppi distinti.

L’IA calcola i termini o inoltra qualcosa?

No, ed è voluto. Il decorso dei termini, il loro controllo e l’inoltro restano nel sistema dello studio e all’essere umano. Il collega IA indicizza atti, redige bozze di testi e risponde a domande sulla base dei suoi documenti; non spedisce nulla di propria iniziativa.

Kisuno funziona con Vertec o sostituisce il nostro software per studi legali e fiduciari?

Non lo sostituisce: il collega IA lavora al di sopra, non accanto. Nelle versioni attuali Vertec fornisce un proprio server MCP nel quale i permessi seguono il modello utenti di Vertec. Così si possono interrogare dati di base, progetti e prestazioni senza che la tenuta dell’incarto esca dall’applicazione specialistica.

Quanto costa per uno studio di dieci persone?

L’istanza gestita costa 7 franchi (7,50 euro) a persona al mese. Fino alla fine del mese in corso: sconto del 50 per cento con una durata di dodici mesi, quindi 3,50 franchi (3,75 euro) a persona al mese. La prova è gratuita e senza limiti di tempo: ogni nuovo accesso parte con un credito iniziale di 50 franchi (55 euro) per l’uso dei modelli, senza dati di pagamento. Chi ospita il software in proprio non paga nulla per il software: la base LibreChat è rilasciata con licenza MIT e il repository con le nostre estensioni seguirà a breve. Tutte le indicazioni si trovano nella pagina Prezzi.

Come iniziamo senza riorganizzare mezzo studio?

Con un solo tipo di mandato e la libreria di modelli propria. Prenda la pratica che ricorre più spesso da voi, carichi i modelli e i promemoria corrispondenti in una base di conoscenza e lasci lavorare due persone per due settimane. Dopodiché saprà che cosa porta il processo, e i permessi necessari si impostano in un’ora.

Percorra il processo su una sua pratica

Porti una pratica anonimizzata, un modello o un promemoria e percorreremo insieme il processo. Oppure si iscriva e parta fra i primi.

Fonti

Tutte le cifre di questo articolo provengono dalle fonti seguenti, verificate l’ultima volta nel settembre 2026. La cifra sul tasso di utilizzo è contrassegnata come confronto internazionale e non proviene da un’indagine svizzera.

  1. Federazione Svizzera degli Avvocati e Swiss LegalTech Association, indagine sulla digitalizzazione negli studi legali svizzeri, svolta da ottobre 2021 a gennaio 2022, Anwaltsrevue 10/2022: sav-fsa.ch
  2. Clio, Legal Trends Report 2025, appendice su onorari e indicatori; dati di confronto internazionali, nessuna indagine svizzera: clio.com
  3. TREUHAND|SUISSE e bexio, studio sulla digitalizzazione nel settore fiduciario (2016), quota di lavoro amministrativo e attesa per il 2025: netzwoche.ch
  4. SECO, Bürokratiemonitor 2022 (monitoraggio della burocrazia), comunicato del 1° marzo 2023: admin.ch
  5. Federazione Svizzera degli Avvocati (SAV), guida sull’impiego dell’intelligenza artificiale, adottata il 14 giugno 2024, versione del 16 febbraio 2025: digital.sav-fsa.ch
  6. Vertec, Knowledge Base, articolo sul server MCP di Vertec: vertec.com
  7. justitia.swiss, informazioni per sviluppatrici e sviluppatori sul collegamento: justitia.swiss
  8. Testo delle disposizioni citate nella Raccolta sistematica: art. 321 CP, art. 13 LLCA, art. 5 e art. 9 LPD, art. 958f CO
  9. SAV, guida sull’esternalizzazione informatica e il cloud computing: digital.sav-fsa.ch
  10. Justitia 4.0, promemoria sull’entrata in vigore della LPCG: justitia40.ch

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