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Basi di conoscenza e verifica

48 sentenze inventate: tre processi in cui ogni affermazione porta con sé la sua fonte

Un tribunale spagnolo ha multato un avvocato per aver citato 48 sentenze che non esistono. Il caso parla meno di regolamentazione che di mestiere: una risposta senza una fonte verificabile non vale nulla, per quanto bene suoni. Questo articolo mostra tre processi in cui il riferimento alla fonte viaggia insieme alla risposta e dice con chiarezza che cosa quel riferimento non risolve.

Basi di conoscenza e verifica Tempo di lettura: 12 minuti

In breve

  • Il 10 febbraio 2026 il Tribunal Superior de Justicia de Canarias, il tribunale superiore delle Canarie, ha multato per 420 euro un avvocato che in un atto aveva richiamato 48 citazioni inesistenti.1
  • Il tribunale commisura espressamente quella somma alla metà di un abbonamento annuale a uno strumento di IA specializzato in diritto e definisce l’accaduto una violazione del dovere fondamentale di sorveglianza umana.1
  • L’ostacolo maggiore per l’intelligenza artificiale nelle imprese spagnole non è comunque la regolamentazione: secondo l’indagine sulle imprese del Banco de España è la mancanza di personale qualificato, indicata dal 45,8% delle imprese interpellate.2
  • Le decisioni citate qui sono spagnole e per chi legge dall’Italia sono diritto straniero, ma il meccanismo non cambia con il confine. Per questo l’articolo parla di mestiere e non di compliance: Kisuno mette accanto a ogni affermazione il punto in cui essa si trova. Le risposte inventate non le impedisce, le rende verificabili.

Situazione di partenza: 48 citazioni che non esistono

Il 10 febbraio 2026 la sezione penale del Tribunal Superior de Justicia de Canarias ha multato per 420 euro un avvocato. In un atto di appello aveva richiamato 48 citazioni, sentenze del Tribunal Supremo, la corte suprema spagnola, e una relazione del Consejo General del Poder Judicial, che non esistono. Il tribunale mette a verbale che è stato usato uno strumento di IA generalista e non uno pensato per il diritto, e che è mancata la controprova nella banca dati ufficiale della giurisprudenza. L’importo della multa lo motiva con la metà del costo approssimativo di un abbonamento annuale a uno strumento di IA specializzato in diritto. In più il provvedimento è stato trasmesso all’ordine forense presso cui l’avvocato è iscritto.1

Non è rimasto un caso isolato. Il 7 luglio 2026 la sezione lavoro del Tribunal Superior de Xustiza de Galicia ha inflitto 1.800 euro a un avvocato nel cui atto 24 citazioni erano inventate, alterate o prive di attinenza con la causa; anche lì il tribunale si è orientato al costo annuale di uno strumento giuridico verificato.3 Il dovere è però più antico degli strumenti. Già il 9 settembre 2024 la Prima Sezione della Corte costituzionale spagnola aveva censurato formalmente un avvocato per aver riportato citazioni testuali da 19 decisioni di quella stessa corte, nessuna delle quali esisteva.4 Per la magistratura stessa il Consejo General del Poder Judicial, l’organo di governo dei giudici spagnoli, ha emanato nel gennaio 2026 un’istruzione che esige un controllo umano reale, consapevole ed effettivo su ogni impiego di questi sistemi.5

Dall’altra parte arriva una raccomandazione che lascia molte aziende senza una via d’uscita. L’autorità spagnola per la protezione dei dati ha pubblicato il 27 gennaio 2026 dieci raccomandazioni sull’uso degli strumenti di IA. Per il lavoro consiglia di rispettare le regole di informazione e sicurezza della propria organizzazione e di non inserire dati che rivelino informazioni riservate dell’azienda, del suo personale o della sua clientela.6 Un’alternativa non la indica. Chi segue quel consiglio e vuole comunque lavorare con i propri documenti ha bisogno di un luogo in cui quei documenti possano stare.

Ora lo sguardo alle rilevazioni ufficiali, perché smentisce una tesi comoda. Secondo l’indagine sull’attività delle imprese del Banco de España, condotta su circa 6.300 imprese, il 19,9% usa un sistema di IA, di queste il 60% solo in via sperimentale e appena il 6% in modo intensivo. Come ostacolo figura al primo posto la mancanza di personale qualificato con il 45,8%, poi i costi troppo alti con il 40,8% e la disponibilità dei propri dati con il 37,8%. Gli ostacoli regolatori, protezione dei dati compresa, erano anch’essi fra le opzioni e sono finiti dietro questi tre.2 L’istituto nazionale di statistica spagnolo conta per il primo trimestre 2025 un uso dell’IA del 21,1% nelle imprese da dieci addetti in su; in quelle più piccole è del 13,4%, calcolato però soltanto su quelle con connessione a internet, che sono il 79,9%.7 Chi racconta che la Spagna sia frenata dalla regolamentazione scrive accanto a queste cifre. Il collo di bottiglia è il sapere, e il sapere nasce dove una risposta si può controllare.

  1. La domanda, rivolta al proprio patrimonio documentale
  2. Il passaggio da cui proviene la risposta
  3. La risposta con il punto in cui si trova
  4. Aprire, leggere, approvare: questo passo resta alla persona
La catena non finisce con la risposta. Finisce con la persona che ha aperto il riscontro.

Chi è coinvolto: cinque gruppi che hanno bisogno del riferimento alla fonte

La domanda sull’origine di una frase è raramente una questione di gusto. Dietro c’è quasi sempre qualcuno che di quella frase risponde: davanti a un tribunale, davanti a un’autorità di vigilanza, davanti alla clientela o davanti alla propria direzione. Per questo il riferimento alla fonte non è un supplemento, è la parte della risposta che la rende utilizzabile.

La struttura economica spagnola rende il tema più ampio di quanto sembri all’inizio. Al 1° gennaio 2025 l’istituto nazionale di statistica contava 3.310.824 imprese attive. Il 54,4% non aveva nemmeno una persona alle dipendenze e il 95,1% restava sotto i dieci addetti.8 In questo ordine di grandezza non esiste un reparto informatico che verifichi uno strumento, lo autorizzi e lo sorvegli. Esiste una persona che la sera finisce ancora una cosa.

Che la protezione dei dati non sia una nota a margine lo mostra il bilancio annuale dell’autorità spagnola: 30.931 reclami nel 2025, il 64% in più rispetto all’anno precedente, e sanzioni per complessivi 48.108.765 euro.9 Queste cifre riguardano la protezione dei dati nel suo insieme e non specificamente l’intelligenza artificiale; non le presentiamo come statistica sull’IA. Descrivono l’ambiente in cui uno strumento viene introdotto.

Chi domanda Che cosa fa nascere l’esigenza Che cosa apporta lì Kisuno
Studi legali e uffici legali interni Negli atti ogni citazione deve reggere, e i tribunali puniscono ormai il contrario con multe e con la segnalazione all’ordine Risposte dal proprio patrimonio documentale con il punto in cui si trovano, oltre a scelta del modello e permessi tramite l’amministrazione
Consulenza fiscale, fiduciaria e contabilità I documenti dei clienti sono coperti da riservatezza, e l’autorità spagnola sconsiglia di copiarli dentro strumenti altrui Un accesso in cui i documenti restano sul proprio server o a Lupfig e i dati dei clienti non addestrano modelli
Pubblica amministrazione e suoi fornitori Le decisioni devono essere motivate e ricostruibili, e le gare chiedono di dimostrarlo Registro di audit su ogni chiamata, cioè una traccia esportabile, e permessi fino al singolo strumento
Risorse umane e regolamenti interni Direttive, contratti collettivi e manuali cambiano di continuo, e le informazioni al personale devono essere documentate Una base di conoscenza costruita sulla versione di volta in volta vigente, con il riferimento alla fonte su entrambi i lati del confronto
Microimprese senza informatica propria Il personale usa comunque l’IA, solo senza regole, senza registro e senza prova Un accesso gestito invece di un uso nascosto, telemetria disattivata di serie, permessi nell’ordine utente, ruolo, gruppo, impostazione predefinita del server

Ciò che unisce i cinque gruppi seguenti non è il settore, è il tipo di responsabilità. Alla fine c’è un’affermazione per la quale qualcuno mette il proprio nome. Per affermazioni così, una risposta senza riferimento alla fonte non è buona a metà, è inservibile.

Caso d’uso 1: la base di conoscenza in cui ogni affermazione mostra il suo punto

La Sua azienda deposita i propri documenti in una base di conoscenza: contratti, direttive, verbali, manuali, la corrispondenza di una pratica. Qualcuno chiede quale termine di disdetta valga per un determinato tipo di contratto. Quello che torna indietro non è un paragrafo levigato, ma una risposta dietro la quale sta il punto da cui proviene: documento, sezione, estratto di testo. Un clic apre quell’estratto nel suo contesto.

La differenza non sta nella formulazione, sta nella verificabilità. A una risposta senza provenienza bisogna credere. Una risposta con provenienza si può verificare, e la si verifica nel punto stesso. È esattamente il passo che è mancato nei casi giudiziari descritti, ed è esattamente il passo che trasforma uno strumento per bozze di testo in uno strumento di lavoro.

  1. I Suoi documenti, così come sono oggi
  2. La domanda tocca solo gli estratti che appartengono alla risposta
  3. Risposta con documento, sezione ed estratto di testo
Il patrimonio documentale resta dov’è. Viaggia solo l’estratto che serve alla singola domanda.

Il limite: una base di conoscenza vale quanto il suo contenuto. Se dentro c’è una versione superata, viene citata con il suo riferimento e appare così perfino più credibile di prima. Chi inserisce documenti deve stabilire quale versione vale e chi la cura. È lavoro, e non lo si può consegnare a un modello.

Caso d’uso 2: un documento altrui a confronto con il proprio patrimonio documentale

Arriva una bozza di contratto, una relazione di verifica o la nuova versione di un regolamento. La domanda è ogni volta la stessa: che cosa si discosta da ciò che vale da noi? Lei mette il documento altrui accanto alla propria base di conoscenza. Quello che torna indietro è un elenco degli scostamenti: coperto, aperto, in contraddizione, e per ogni riga il punto su entrambi i lati, nel testo altrui e nel proprio.

Questo compito mostra perché il riferimento deve stare su entrambi i lati. Uno scostamento è tale solo quando qualcuno ha letto le due formulazioni una accanto all’altra. Se manca un lato, nasce un’affermazione che nessuno può ricostruire, e la verifica ricomincia da capo.

  1. Il documento altrui, così come arriva
  2. Le Sue direttive, i Suoi modelli e contratti in vigore
  3. Elenco degli scostamenti con il riferimento su entrambi i lati
Due patrimoni documentali, un elenco. Che cosa ne consegua lo decidono sempre le persone competenti.

Il limite: il risultato è un’indicazione, non una decisione. Un modello linguistico può non vedere uno scostamento oppure inventarne uno che non c’è, e più i testi si allungano più questo accade. In ambiti regolati l’elenco non sostituisce né la persona competente né l’approvazione interna. Questo articolo non sostituisce una consulenza legale.

Caso d’uso 3: la bozza che resta riconoscibile come bozza

Dalla verifica prima o poi nasce un testo: una memoria, una risposta alla clientela, un appunto interno. Il collega IA presenta una bozza, e la presenta visibilmente come bozza. Ogni affermazione che proviene dai Suoi documenti porta con sé il proprio riscontro, e il riscontro si può aprire. Ciò che è stato formulato senza base nel patrimonio documentale è contrassegnato come tale.

Il vantaggio sta nell’ordine di lettura. Chi riceve un testo finito lo legge per lo stile. Chi riceve una bozza con riscontri apribili la legge per i riscontri. Il secondo atteggiamento è quello che è mancato nei casi giudiziari. Con la forma dello strumento lo si può favorire, imporlo no.

  1. Incarico ed estratti dal proprio patrimonio documentale
  2. Bozza con riscontro su ogni affermazione documentata
  3. Approvazione da parte di una persona, e solo allora l’invio
Non esce nulla che qualcuno non abbia approvato. L’approvazione resta a registro.

Il limite: una bozza non diventa giusta per il fatto di mostrare riscontri. Conta che qualcuno li apra. Dove i termini stringono è proprio questo che si salta, e nessuno strumento può impedirlo. Chi introduce questo processo dovrebbe mettere in conto la verifica come passo di lavoro e non come buon proposito.

Limiti: che cosa un riferimento alla fonte non risolve

La frase più importante di questo articolo è la più scomoda. I riferimenti alla fonte non impediscono le risposte inventate. Le rendono verificabili. Un modello linguistico produce testo che suona plausibile, e lo produce anche quando la base manca. Il controllo umano resta un obbligo, ed è esattamente quello che dicono i tribunali: il Tribunal Superior de Justicia de Canarias parla di una violazione del dovere fondamentale di sorveglianza umana, indispensabile nell’impiego di strumenti di IA, ed esige di trattare simili sistemi come un aiuto e mai come l’istanza che decide.1 Chi su questo punto Le promette altro Le sta vendendo una sicurezza che non esiste.

A questo si aggiunge un errore più difficile da notare di una fonte inventata di sana pianta. Un modello linguistico può anche attribuire male un riferimento: il documento esiste, la sezione esiste, solo che non sostiene l’affermazione. Nel procedimento galiziano una parte delle citazioni contestate era esattamente di questo tipo: formalmente presente, ma priva di attinenza con la causa nel merito.3 Ne discende una regola semplice: il riscontro va aperto, non basta che ci sia. Un riferimento che nessuno apre è decorazione.

  1. Il modello indica un punto
  2. Il punto viene aperto e letto
  3. Se non sostiene l’affermazione, la frase cade
  4. Solo dopo il testo esce
Il riferimento alla fonte apre la possibilità di verificare, non è un impegno. La verifica si fa a mano.

Sullo stato del diritto, senza farne una consulenza. In Spagna c’è un disegno di legge sul buon uso e sulla governance dell’intelligenza artificiale, pubblicato nel bollettino del Congreso de los Diputados il 12 giugno 2026; è in esame parlamentare e non è diritto vigente.10 La direttiva europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, in breve NIS2, in Spagna non è recepita nel diritto nazionale; per questo l’8 luglio 2026 la Commissione europea ha portato la Spagna, insieme ad altri tre Stati membri, davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.11 Quanto precede riguarda la Spagna; sull’Italia non ricaviamo qui alcuna affermazione. Non sosteniamo quindi né che la Sua azienda soddisfi una di queste prescrizioni con il nostro strumento, né che oggi debba già soddisfarla. Lo verifichi per il Suo caso, nel dubbio con la Sua associazione di categoria. Questo articolo non sostituisce una consulenza legale.

E ora il punto scomodo, quello dei soldi. I programmi pubblici con cui le piccole imprese spagnole hanno finanziato la propria digitalizzazione al momento non accettano nuove domande. Il grande programma di digitalizzazione ha chiuso i suoi ultimi due bandi il 31 ottobre 2025, secondo i suoi stessi dati con circa 850.000 imprese sostenute e più di 3,4 miliardi di euro.12 Concluso però non è. Un decreto ministeriale del 26 gennaio 2026 ha modificato le condizioni di aiuto: ora restano in vigore fino al totale esaurimento dei fondi, il budget non speso deve rientrare nello stesso programma e le risorse residue di un bando chiuso vanno assegnate a chi era rimasto escluso solo per esaurimento delle risorse. Nuovi bandi sono espressamente possibili.12 All’inizio di settembre 2026 nessuno era aperto. Il programma per la consulenza digitale sovvenzionata ha raccolto le ultime domande già nel marzo 2025 e da allora è in fase di rendicontazione.13 Chi comincia oggi non può appoggiarsi ad alcuna procedura aperta e per ora paga di tasca propria. Questo depone a favore di un prezzo d’ingresso basso e del self-hosting gratuito: la base LibreChat è rilasciata con licenza MIT, il repository con le nostre estensioni segue a breve. Solo che il self-hosting presuppone competenza informatica, ed è proprio quella che secondo le cifre ufficiali manca di più a queste imprese.2 Questa contraddizione non la sciogliamo. Per un’azienda senza informatica propria il servizio gestito è la strada più onesta, anche se costa.

Infine ciò che non affermiamo. Kisuno non crea alcun inventario di tutti i sistemi di IA della Sua azienda, vede soltanto ciò che passa da esso. Non produce la sorveglianza umana, la rende dimostrabile. Il servizio gestito non soddisfa alcun requisito che pretenda chiavi proprie del cliente senza accesso del fornitore; questo lo può solo il self-hosting. E i data center di Green a Lupfig sono certificati secondo ISO 27001: è la certificazione di quel gestore e non la nostra.

Domande frequenti su riferimenti alla fonte, basi di conoscenza e prova

Una base di conoscenza con riferimenti alla fonte impedisce le sentenze inventate?

No. Rende possibile riconoscere in pochi secondi un dato inventato, perché accanto a ogni affermazione sta il punto da cui dovrebbe provenire. Se qualcuno apra quel punto lo decide la persona davanti allo schermo. È esattamente il passo che i tribunali spagnoli hanno preteso nei casi resi noti, ed è lì che stava l’errore. Uno strumento può rendere facile la verifica, non può farla al posto Suo.

Possiamo mettere i documenti dei clienti in uno strumento di IA?

L’autorità spagnola per la protezione dei dati sconsiglia espressamente di inserire in strumenti di IA informazioni riservate dell’azienda, del suo personale o della sua clientela. Non distingue in base alla forma di gestione. Un’alternativa non la indica. La differenza in una postazione gestita o in self-hosting sta in dove i documenti sono conservati e in chi vi può accedere; se questo basti per il Suo caso dipende dai Suoi contratti e dai Suoi obblighi professionali. Questo articolo non sostituisce una consulenza legale.

In Spagna vale già una legge nazionale sull’intelligenza artificiale?

No. C’è un disegno di legge pubblicato il 12 giugno 2026 nel bollettino del Congreso de los Diputados e attualmente in esame parlamentare. Fino all’approvazione non è diritto vigente, e il suo testo può ancora cambiare. Le offerte che già oggi ne ricavano obblighi o sanzioni conviene guardarle con attenzione proprio su questo punto.

Che cosa significa NIS2 per chi lavora in Spagna?

La direttiva in Spagna non è recepita nel diritto nazionale. Per questo l’8 luglio 2026 la Commissione europea ha portato la Spagna davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, insieme ad altri tre Stati membri. Che cosa ne consegua per la Sua azienda dipende dal settore e potrà essere detto fino in fondo solo con la legge nazionale. Al riguardo non sosteniamo né un adempimento né un inadempimento.

Ci sono ancora contributi pubblici per la digitalizzazione?

Al momento non è aperta alcuna procedura. Il grande programma di digitalizzazione per le piccole imprese ha chiuso i suoi ultimi due bandi il 31 ottobre 2025, il programma per la consulenza digitale sovvenzionata ha raccolto le ultime domande nel marzo 2025. Concluso però il grande programma non è: un decreto ministeriale del 26 gennaio 2026 tiene in vigore le condizioni di aiuto fino al totale esaurimento dei fondi e consente espressamente nuovi bandi; all’inizio di settembre 2026 nessuno era aperto. Chi comincia oggi se lo finanzia dunque per ora da sé. Per questo per le piccole imprese il prezzo d’ingresso è la grandezza decisiva, e per questo il self-hosting resta gratuito in modo duraturo: la base LibreChat è rilasciata con licenza MIT, il repository con le nostre estensioni segue a breve.

Non abbiamo un reparto informatico. Possiamo comunque gestirlo?

Il self-hosting non costa nulla, ma presuppone che qualcuno installi un server, lo aggiorni e lo metta in sicurezza. Se questa competenza manca, il servizio gestito è la strada più onesta, anche se costa. Lo diciamo apertamente perché nelle rilevazioni ufficiali la mancanza di personale qualificato è l’ostacolo maggiore e un’offerta gratuita non risolve quel problema, lo sposta. Che cosa comporti il self-hosting nella pratica quotidiana si legge alla pagina Self-hosting.

I nostri dati addestrano i modelli?

No. I dati dei clienti non vengono usati per addestrare modelli e la telemetria è disattivata di serie. I Suoi documenti, le basi di conoscenza, le conversazioni e gli account si trovano nei data center di Green a Lupfig oppure sul Suo server. Al modello va solo l’estratto che serve alla singola richiesta. L’impegno è scritto nell’accordo sul trattamento dei dati, i soggetti coinvolti nell’elenco dei sub-responsabili.

Quanto costa il servizio gestito?

L’istanza gestita costa 7 franchi (7,50 euro) a persona al mese, fino alla fine del mese in corso con lo sconto del 50 per cento su una durata di dodici mesi, quindi 3,50 franchi (3,75 euro). La prova è gratuita e senza limiti di tempo: ogni nuovo accesso parte con un credito iniziale di 50 franchi (55 euro) per l’uso dei modelli, senza dati di pagamento. Con un solo accesso sono disponibili i modelli attuali di OpenAI (ChatGPT) e Anthropic (Claude); vengono eseguiti nel data center AWS di Francoforte. AWS è un’azienda statunitense, quindi lo US CLOUD Act si applica anche con server a Francoforte, e lo diciamo apertamente. Per i clienti con requisiti elevati di protezione dei dati sono disponibili modelli aperti di punta come GLM, Kimi e DeepSeek, gestiti da aziende europee su server in Europa; lì il CLOUD Act non si applica. L’amministrazione stabilisce quali modelli sono selezionabili e quale sia l’impostazione predefinita del server. Tutte le indicazioni si trovano nella pagina Prezzi.

Lo provi su un documento Suo

Porti un fascicolo anonimizzato, un regolamento o una raccolta di direttive interne e percorriamo insieme il processo, espressamente anche nei punti in cui la risposta sbaglia. Oppure si iscrive e apre i riscontri di persona.

Fonti

Tutte le cifre, le citazioni e le date di questo articolo provengono dalle fonti seguenti, verificate da ultimo nel settembre 2026. Si tratta in ogni caso di organismi ufficiali spagnoli ed europei; dove è indicato un campione, lo nominiamo.

  1. Consejo General del Poder Judicial, comunicazione del 13 febbraio 2026 sul provvedimento del Tribunal Superior de Justicia de Canarias del 10 febbraio 2026, multa di 420 euro per 48 citazioni non corrispondenti, commisurata alla metà di un abbonamento annuale a uno strumento di IA specializzato in diritto: poderjudicial.es
  2. Banco de España, L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese spagnole, Boletín Económico 2025/T2 n. 6, indagine sull’attività delle imprese su circa 6.300 imprese, rilevazione dall’11 al 25 novembre 2024, pubblicata il 7 maggio 2025: bde.es
  3. Consejo General del Poder Judicial, comunicazione del 15 luglio 2026 sul provvedimento della sezione lavoro del Tribunal Superior de Xustiza de Galicia del 7 luglio 2026, multa di 1.800 euro per 24 citazioni non corrispondenti: poderjudicial.es; il provvedimento stesso, Auto 61/2026 nel procedimento 5472/2025, parla di citazioni che o non esistono, o non hanno nulla a che vedere con l’oggetto del giudizio, o sono del tutto inventate: poderjudicial.es
  4. Tribunal Constitucional, nota informativa n. 90/2024 del 19 settembre 2024 sulla decisione della Prima Sezione del 9 settembre 2024, censura formale per citazioni testuali da 19 decisioni inesistenti: tribunalconstitucional.es
  5. Consejo General del Poder Judicial, Instrucción 2/2026 del 28 gennaio 2026 sull’uso di sistemi di intelligenza artificiale nell’attività giurisdizionale, pubblicata nel Boletín Oficial del Estado il 30 gennaio 2026: boe.es
  6. Agencia Española de Protección de Datos, dieci raccomandazioni per proteggere la riservatezza nell’uso di strumenti di IA, pubblicate il 27 gennaio 2026: aepd.es
  7. Instituto Nacional de Estadística, rilevazione sull’uso delle tecnologie dell’informazione e del commercio elettronico nelle imprese, anno 2024 e primo trimestre 2025, dati definitivi del 22 ottobre 2025, circa 15.000 imprese interpellate da dieci addetti in su e circa 10.000 più piccole; il 21,1% riguarda tutte le imprese da dieci addetti in su, il 13,4% soltanto quelle più piccole con connessione a internet, la cui quota è del 79,9%: ine.es
  8. Instituto Nacional de Estadística, registro centrale delle imprese DIRCE, situazione al 1° gennaio 2025, pubblicato l’11 dicembre 2025: ine.es
  9. Agencia Española de Protección de Datos, relazione annuale 2025, 30.931 reclami e sanzioni per complessivi 48.108.765 euro: aepd.es
  10. Congreso de los Diputados, Proyecto de Ley Orgánica sul buon uso e sulla governance dell’intelligenza artificiale, atto 121/000096, pubblicato nel Boletín Oficial de las Cortes Generales il 12 giugno 2026, stato dell’esame al 2 settembre 2026: congreso.es
  11. Commissione europea, comunicato stampa dell’8 luglio 2026 sul ricorso contro Irlanda, Spagna, Francia e Paesi Bassi davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea per il mancato recepimento della direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2): ec.europa.eu
  12. Red.es, comunicazione del 31 ottobre 2025 sulla chiusura degli ultimi due bandi del programma Kit Digital, secondo i suoi stessi dati circa 850.000 imprese sostenute e più di 3.400 milioni di euro: red.es; Orden TDF/39/2026 del 26 gennaio 2026 che modifica la Orden ETD/1498/2021, Boletín Oficial del Estado n. 25 del 28 gennaio 2026: l’articolo 4 tiene in vigore le condizioni di aiuto fino al totale esaurimento dei fondi, l’articolo 6, comma 3, obbliga Red.es a riportare nel medesimo programma il budget non eseguito e l’articolo 28, comma 8, impone, una volta risolto un bando, nuove proposte di concessione a favore di chi non aveva ottenuto l’aiuto solo perché il credito disponibile era esaurito: boe.es
  13. Red.es, comunicazione del 18 giugno 2025 sul programma Kit Consulting, termine di presentazione scaduto nel marzo 2025, oltre 17.400 contributi concessi: red.es