Modelli ed esercizio
Claude Opus e Sonnet su Amazon Bedrock: tre flussi di lavoro e dove i dati vengono elaborati davvero
Con Kisuno può usare i modelli di punta di Anthropic, eseguiti su Amazon Bedrock nel data center di Francoforte. Chi fornisce la pubblica amministrazione o lavora nel settore finanziario conosce la domanda che arriva subito dopo: dove vengono elaborati i dati? Questo articolo lo mostra su tre flussi di lavoro, spiega l’architettura che c’è dietro e nomina lo svantaggio che resta.
In breve
- In un’indagine condotta in Svizzera, per il 51% delle imprese interpellate è critico per il business che i sistemi di IA rispettino i requisiti svizzeri o europei in materia di protezione dei dati.1
- Con Kisuno può usare i modelli di Anthropic, Claude Opus e Claude Sonnet. Vengono eseguiti su Amazon Bedrock, il servizio di modelli di AWS, e precisamente nel data center AWS di Francoforte.
- I Suoi documenti, le basi di conoscenza, le conversazioni e gli account restano sul server svizzero oppure sul Suo. Al modello arriva solo ciò che serve alla singola richiesta, e lì non viene conservato.
- Lo svantaggio, detto apertamente: AWS è un’impresa statunitense, quindi si applica lo US CLOUD Act. La sede del server non protegge da questo, e la cifratura non aiuta nel momento in cui il testo viene elaborato.
Il punto di partenza: il modello migliore oppure il posto giusto
Nelle imprese l’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro di ogni giorno, la scala invece no. Un’indagine di EY svolta in Svizzera fra 604 persone che lavorano in imprese svizzere registra che per la metà degli interpellati, esattamente il 51%, è critico per il business che i sistemi di IA rispettino i requisiti svizzeri o europei in materia di protezione dei dati.1 Non auspicabile, non importante: critico per il business. È una rilevazione svizzera, quindi per chi lavora in Ticino descrive il mercato di casa, mentre per chi lavora in Italia arriva dall’estero. La domanda che pone resta però la stessa: il luogo in cui i dati vengono elaborati non è un argomento da secondo giro di colloqui, è una condizione su cui un progetto può fallire.
La statistica europea mostra lo stesso quadro dall’altro lato. Secondo Eurostat, nel 2025 il 19,95% delle imprese dell’UE con almeno dieci addetti ha usato l’intelligenza artificiale. Fra quelle che hanno valutato l’impiego e poi vi hanno rinunciato, il 48,8% ha indicato timori legati alla protezione dei dati e alla riservatezza.2 In Germania il 54% delle imprese interpellate afferma che la protezione dei dati ostacola l’uso dell’IA in azienda.3 Tre rilevazioni, tre aree geografiche diverse, un solo risultato.
La risposta più ovvia suona così: allora si prenda un modello europeo. Solo che le stesse rilevazioni dicono che questa risposta non viene comprata. Nel Cloud Report di Bitkom, condotto in Germania, il 78% delle imprese interpellate giudica il proprio Paese troppo dipendente dai fornitori cloud statunitensi, ma il 65% non accetterebbe nessuno degli svantaggi proposti in cambio della sovranità digitale: né attese più lunghe per le nuove funzioni, né funzioni mancanti, né costi più alti.4 La sovranità si desidera e non si paga, appena costa prestazioni. È scomodo, ed è il dato più onesto di questo articolo.
Da qui nasce il compito. Non si tratta di sostituire il modello buono con uno europeo. Si tratta di integrare il modello che verrà scelto comunque, in modo che i documenti restino dove devono restare e che alla fine qualcuno sappia dire che cosa succede e dove. Come funziona lo mostrano le prossime sezioni su tre flussi di lavoro, poi sull’architettura e infine sul limite che rimane.
- I Suoi documenti e le basi di conoscenza restano sul Suo server
- Alla richiesta va solo l’estratto che le serve
- Il modello elabora nel data center AWS di Francoforte
- Risposta con il riferimento alla fonte, voce di registro presso di Lei
Chi lo chiede: un’analisi sobria del fabbisogno
La domanda sul luogo raramente è una questione di gusto. Nella maggior parte dei casi dietro c’è qualcuno che ha alle spalle una norma, un contratto o un’autorità di vigilanza. Per banche e assicurazioni europee vale DORA, il regolamento sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario, che si applica direttamente anche in Italia: nel contratto su un servizio informatico devono figurare le regioni e i Paesi in cui la prestazione viene erogata e i dati vengono conservati, con comunicazione preventiva se qualcosa cambia.5 Chi lavora anche in Svizzera ritrova la stessa logica nella circolare FINMA sull’esternalizzazione, che chiede diritti di ispezione e di verifica per istituto, società di audit e autorità anche quando si esternalizza all’estero, e informazioni accessibili in Svizzera in qualsiasi momento.6
Per il settore pubblico la preferenza sta diventando una condizione di acquisto. In Italia chi fornisce le amministrazioni lo sa già dal regolamento cloud dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che sottopone a qualificazione i servizi destinati alla pubblica amministrazione e chiede, fra le altre cose, che i dati vengano elaborati in infrastrutture situate sul territorio dell’Unione europea. Nell’Unione, si noti, non per forza in Italia. Sul piano europeo la Commissione ha proposto un Cloud and AI Development Act che prevede quattro livelli di sovranità per i servizi cloud e di IA; il primo chiede che i dati vengano elaborati e conservati in infrastrutture all’interno dell’Unione.7 È una proposta e non ancora diritto vigente, ma chi oggi lavora con le amministrazioni riconosce la direzione già dai questionari che riceve.
Perché allora proprio i modelli di Anthropic? Perché nelle imprese vengono scelti comunque. Un’indagine di Menlo Ventures fra 495 persone con potere decisionale quantifica al 40% la quota di Anthropic nella spesa delle imprese per le interfacce verso i modelli linguistici, e al 54% nella parte dedicata alla programmazione.8 Quel campione è statunitense, e non lo spacciamo per un dato europeo. Il dato europeo, accanto, è un altro: secondo Synergy Research i tre grandi fornitori americani tengono circa il 70% del mercato cloud europeo, i fornitori europei insieme il 15%.9 Chi prende sul serio la sovranità deve lavorare con questa immagine, non argomentare contro di essa.
| Chi lo chiede | Che cosa fa nascere l’esigenza | Dove il modello di punta fa la differenza |
|---|---|---|
| Banche e assicurazioni | DORA vuole nel contratto le regioni e i Paesi in cui si elabora; per chi opera anche in Svizzera la circolare FINMA aggiunge diritti di verifica e accesso nel Paese | Confrontare nuove circolari e regolamenti con le proprie direttive, con il riferimento alla fonte da entrambe le parti |
| Pubblica amministrazione e suoi fornitori | Il regolamento cloud dell’ACN qualifica i servizi per la pubblica amministrazione e chiede elaborazione in infrastrutture sul territorio dell’Unione europea, non per forza in Italia; il Cloud and AI Development Act proposto prevede al primo livello elaborazione e conservazione nell’Unione | Leggere per intero voluminosi documenti di consultazione e di gara, in più lingue |
| Studi legali, studi contabili, studi medici | Segreto professionale, oltre a dati di mandato, buste paga e dati dei pazienti, con il Garante per la protezione dei dati personali come autorità di controllo | Aprire fascicoli, contratti e corrispondenza senza perdere il riferimento alla fonte |
| Industria ed edilizia | I dati di progettazione e di calcolo sono segreto aziendale; gli audit dei clienti chiedono conto della catena | Leggere per intero bandi, capitolati e revisioni di norme e trovare le contraddizioni |
| Sviluppo e reparto digitale | Il codice sorgente e la conoscenza dei sistemi non devono uscire dall’azienda | Leggere basi di codice estese, preparare le modifiche, trovare l’errore lungo la catena |
Ciò che unisce questi cinque gruppi non è il settore, ma il tipo di lavoro: molto testo in una volta sola, una prescrizione da rispettare alla lettera e una catena di passaggi che deve tenere. È lì che si sente la differenza fra un modello piccolo e uno grande. Per classificare, estrarre e riassumere brevemente basta ancora un modello piccolo, e costa molte volte meno. Questa scelta la fa l’amministrazione, non il caso.
Caso d’uso 1: il documento lungo che nessuno legge fino in fondo
Un bando arriva con il documento principale, sette allegati e rimandi a tre norme. Prima che qualcuno sappia se vale la pena presentare un’offerta passano due giorni, e il termine per le domande corre. Lei deposita l’intero set nello spazio di lavoro della pratica. Torna indietro un elenco: ogni requisito preso singolarmente, con il punto in cui si trova, accanto ciò che la Sua azienda può già documentare e ciò che manca.
La differenza rispetto a un modello più piccolo non sta nella singola frase, ma nell’ampiezza dello sguardo. Un requisito nell’allegato C contraddice una garanzia del documento principale. Una data nella nota a piè di pagina del listino non corrisponde al termine indicato nel capitolato. Contraddizioni simili le trova solo chi tiene sotto gli occhi tutto il testo insieme. I modelli grandi sono costruiti esattamente per questo.
- Documento principale, allegati e rimandi alle norme, così come arrivano
- Confronto con i documenti della Sua azienda
- Requisiti con la prova, con la lacuna aperta e con la domanda da porre
Che cosa non succede: non viene inoltrato nulla e non viene promesso nulla. Un modello linguistico può saltare un requisito o attribuire male un riferimento, e lo fa tanto più facilmente quanto più il testo si allunga. Una finestra di contesto ampia è una possibilità, non una promessa: ciò che ci sta dentro non per questo viene ritrovato in modo affidabile. Per questo dietro ogni riga c’è il punto in cui il requisito si trova, e l’elenco è una bozza da verificare, non un giudizio di idoneità.
Caso d’uso 2: la nuova normativa a confronto con la prassi interna
Un regolamento viene rivisto, esce una nuova circolare, una norma appare in una nuova edizione. La domanda è ogni volta la stessa e ogni volta faticosa: che cosa ci riguarda, e dove la nostra prassi attuale se ne discosta? Il collega IA mette la nuova normativa accanto alle Sue direttive, ai Suoi modelli e alle Sue descrizioni di processo e consegna un elenco degli scostamenti: coperto, aperto, contraddittorio, ogni volta con il riferimento alla fonte da entrambe le parti.
Questo compito è il motivo per cui la scelta del modello non è un dettaglio. Un modello piccolo trova le corrispondenze letterali. La differenza sta nel punto in cui due formulazioni dicono la stessa cosa senza usare le stesse parole, e nel punto in cui due formulazioni simili proprio non dicono la stessa cosa. Chi ha già compilato a mano un elenco di scostamenti sa che il lavoro sta esattamente lì.
- La nuova normativa nella sua versione vigente
- Le Sue direttive, i Suoi modelli e le descrizioni dei processi
- Elenco degli scostamenti con il riferimento alla fonte da entrambe le parti
Vale anche qui il limite che tracciamo dappertutto: il risultato è un’indicazione, non una decisione. Nei settori regolati non sostituisce né la persona competente né l’approvazione interna, e comunque non è una consulenza legale.
Caso d’uso 3: la pratica che attraversa più sistemi
Arriva una richiesta e la risposta sta in tre programmi: il contratto nell’archivio documentale, lo stato della consegna nel gestionale, l’ultimo scambio di lettere nella casella di posta. Oggi una persona clicca in tutti e tre. Il collega IA può occuparsene, se i sistemi sono collegati: pianifica i passaggi, richiama uno dopo l’altro gli strumenti abilitati, verifica ogni risultato intermedio e alla fine presenta una bozza da approvare.
Questa catena è la vera prova. Sul singolo passaggio non fallisce quasi nessun modello. Quel che fallisce è la tenuta lungo sette passaggi: non perdere di vista l’incarico, riconoscere come vuoto un risultato vuoto invece di inventarlo, e fermarsi quando la risposta c’è. I modelli della classe Opus e Sonnet sono pensati per questo, ed è per questo che li impieghiamo.
- La richiesta, così come arriva
- Il collega IA pianifica i passaggi
- Chiamate nei sistemi collegati, bozza da approvare
MCP sta per Model Context Protocol, uno standard aperto per collegare sistemi esterni. Quello che il collega IA non può vedere, non lo vede: vale l’ordine utente, ruolo, gruppo, impostazione predefinita del server. Gli accessi in scrittura vanno abilitati a parte. Quale software si può collegare oggi è indicato nella pagina Integrazioni.
L’architettura: che cosa gira e dove
La ripartizione è più semplice di come suona. I Suoi documenti, le Sue basi di conoscenza, i Suoi account, le conversazioni e il registro di audit stanno dove stanno oggi: nei centri di calcolo certificati ISO 27001 di Green a Lupfig oppure sul Suo server. Nell’accesso ai modelli cambia solo il momento in cui una domanda raggiunge un modello.
Quel momento passa da Amazon Bedrock, il servizio di modelli di AWS. Bedrock non è un programma che sta nel nostro armadio, è un servizio gestito da AWS. Per una richiesta la Sua istanza mette insieme ciò che serve al modello: la domanda, l’andamento della conversazione e gli estratti dei Suoi documenti che riguardano la risposta. Questo pacchetto esce cifrato, il modello elabora, la risposta torna indietro e viene archiviata da Lei. L’insieme dei documenti non si sposta. Quello che non entra mai in una richiesta, Bedrock non lo vede mai.
- Documenti, basi di conoscenza e account sul Suo server
- Dall’istanza esce solo l’estratto che serve alla domanda
- Esecuzione su Amazon Bedrock nel data center di Francoforte
- Risposta e voce di registro tornano da Lei
Ora la questione delle regioni, e qui preferiamo dirlo noi prima che lo dica qualcun altro. La scelta ovvia sarebbe la regione AWS di Zurigo. Chi ne deduce che il modello elabori a Zurigo si sbaglia. Per i modelli AWS offre tre modalità: In-Region, in cui una richiesta non lascia mai la regione scelta, un profilo geografico che distribuisce dentro un’area, e un profilo mondiale. Per Claude Opus e Claude Sonnet la modalità In-Region a Zurigo non è disponibile.10 Nel profilo geografico per l’Europa AWS assicura che i dati restino in regioni europee; quale regione elabori la singola chiamata lo stabilisce AWS.11 Per questo diciamo il luogo per nome: i modelli di OpenAI (ChatGPT) e di Anthropic (Claude) offerti da Kisuno vengono eseguiti nel data center AWS di Francoforte. Accanto a essi, per i clienti con requisiti elevati di protezione dei dati, sono disponibili modelli aperti di punta come GLM, Kimi e DeepSeek, gestiti da aziende europee su server in Europa; lì il CLOUD Act non si applica.
Sull’elaborazione stessa AWS indica tre impegni che si possono andare a leggere. In via predefinita gli input e gli output non vengono conservati. Nessun operatore del servizio li vede. E il fornitore del modello non vi accede: i modelli girano in account separati del team Bedrock, ai quali il fornitore non ha accesso. Con i Suoi input e output non viene addestrato alcun modello.12 Anche quello che sta scritto in piccolo va detto qui: per singoli modelli AWS indica un’eccezione, con una conservazione fino a 30 giorni per riconoscere gli abusi, e per giunta nella regione che elabora la chiamata. Opus e Sonnet non compaiono in quell’elenco.21 Lo stesso impegno figura dalla nostra parte nell’accordo sul trattamento dei dati, e chi partecipa alla catena è indicato nell’elenco dei subresponsabili.
Dalla nostra parte tutto resta com’era, ed è questo il punto. L’amministrazione stabilisce quali modelli siano disponibili nella scelta e quale sia l’impostazione predefinita. I diritti valgono fino al singolo strumento. Ogni chiamata compare nel registro di audit, che Lei può esportare, e il consumo viene indicato per modello. Chi ospita da sé configura comunque per conto proprio la via verso il modello e può anche farne a meno.
Lo svantaggio: AWS è un’impresa statunitense
Fino a qui molte cose suonavano come un vantaggio. Ora la parte che è meglio dica il fornitore stesso. Amazon Web Services è un’impresa statunitense, quindi si applica il CLOUD Act del 2018. La legge obbliga i fornitori a consegnare i dati che hanno in possesso, in custodia o sotto il proprio controllo, e lo dice espressamente a prescindere dal fatto che i dati si trovino negli Stati Uniti oppure altrove.13 AWS scrive essa stessa che la legge vale per tutti i fornitori attivi negli Stati Uniti o che vi hanno una presenza giuridica.14 La sede del server non protegge da questo. Chi sostiene il contrario Le vende una cartina geografica al posto di un’informazione.
Nemmeno il contrario è vero. Il Comitato europeo per la protezione dei dati e il Garante europeo della protezione dei dati, nella loro valutazione congiunta, rilevano che il CLOUD Act non consente una raccolta sistematica, su larga scala o indiscriminata, ma disciplina richieste mirate con garanzie procedurali.15 Per i dati di contenuto il caso normale è un provvedimento del giudice. La stessa valutazione rileva però che il CLOUD Act lascia aperte anche altre vie, fra cui richieste di consegna da parte di autorità, senza il controllo di un giudice.
Che cosa possa dire in proposito un fornitore lo ha mostrato un’audizione al Senato francese del 10 giugno 2025. Davanti alla commissione d’inchiesta, dove chi viene sentito presta giuramento, a un rappresentante di Microsoft France è stato chiesto se potesse garantire che i dati dei cittadini francesi non vengano mai consegnati su ordine del governo statunitense. La sua risposta: no, garantirlo non può, però non è ancora mai successo.16 Le due metà stanno insieme. Questa garanzia non potremmo darla nemmeno noi, e non può darla nessuno in Europa che impieghi un modello americano.
Quanto spesso succeda, Amazon lo pubblica ogni sei mesi. Nel primo semestre 2026 AWS ha trattato nel mondo 2.310 richieste di autorità pubbliche. In un solo caso sono stati consegnati dati di contenuto, in tutti gli altri soltanto dati identificativi e dati di utilizzo. Alla domanda su quanti casi abbiano visto dati di contenuto di clienti aziendali o pubblici fuori dagli Stati Uniti finire al governo statunitense, AWS risponde nel proprio rapporto con una parola: nessuno.17 Tre limitazioni fanno parte dell’onestà: è un’autodichiarazione, riguarda solo questo gruppo circoscritto, e le richieste che rientrano nella sicurezza nazionale non sono comprese, perché per legge possono essere comunicate soltanto come intervallo, da 0 a 249.
A questo punto si tira spesso in ballo la cifratura, ed è proprio qui che bisogna stare attenti. La cifratura con chiave propria funziona sui dati conservati e sul percorso di trasporto. Non funziona nel momento dell’elaborazione, perché un modello linguistico deve poter leggere il testo per rispondere. Il Comitato europeo per la protezione dei dati lo ha messo per iscritto nelle sue raccomandazioni 01/2020: dove un fornitore di servizi ha bisogno del testo in chiaro, allo stato attuale della tecnica non vede alcuna misura tecnica di protezione efficace.18 Un’offerta che proprio in questo punto Le promette la cifratura merita di essere guardata più da vicino.
Quel che resta è poco spettacolare ed è efficace: dare via di meno. I Suoi documenti, le basi di conoscenza, le conversazioni e gli account stanno sul server svizzero oppure sul Suo. Al modello va il testo della singola richiesta, e lì non viene conservato. Un fornitore può consegnare solo ciò che ha. Non è un’immunità giuridica, però riduce l’ampiezza e la finestra temporale di un possibile accesso. A chi anche questo sembra troppo restano due strade: scegliere uno dei modelli aperti di punta su server europei, oppure ospitare per conto proprio e decidere da sé la catena dal primo all’ultimo anello.
Per completezza il quadro giuridico, senza farne una consulenza. Il Consiglio federale svizzero ha inserito gli Stati Uniti nella lista dei Paesi nel settembre 2024, però solo per le imprese certificate secondo lo Swiss-U.S. Data Privacy Framework.19 Sul versante europeo vale la decisione di adeguatezza del 2023; il Tribunale dell’Unione europea ha respinto un ricorso il 3 settembre 2025, e un’impugnazione è pendente.20 Chi fornisce la pubblica amministrazione italiana ha in più una regola che tocca proprio questo punto: il regolamento cloud dell’ACN chiede al fornitore di segnalare all’Agenzia e all’amministrazione ogni richiesta di accesso che arrivi da soggetti esterni all’Unione europea, e di darle seguito soltanto dopo un’autorizzazione espressa. Per chi è tenuto al segreto professionale valgono in più le regole della propria professione, in Svizzera l’articolo 321 del Codice penale; se un servizio di IA con un subresponsabile americano sia lì ammissibile viene valutato in modo diverso in dottrina e non è deciso. Verifichi il punto per il Suo caso, nel dubbio con la Sua associazione di categoria. Questo articolo non sostituisce una consulenza legale.
Domande frequenti su Claude Opus, Claude Sonnet e Amazon Bedrock
Claude Opus e Claude Sonnet girano così in Svizzera?
No, e preferiamo dirlo chiaramente. L’esecuzione avviene nel data center AWS di Francoforte. Una modalità che leghi Claude Opus o Claude Sonnet alla regione di Zurigo AWS non la offre. I Suoi documenti restano comunque sul server svizzero oppure sul Suo.
Anthropic addestra i suoi modelli con i nostri dati?
No. Per Amazon Bedrock AWS afferma che né AWS né i fornitori dei modelli usano input o output per l’addestramento e che i fornitori dei modelli non ricevono alcun accesso a richieste e risposte: i modelli girano in account separati del team Bedrock. Dalla nostra parte lo stesso impegno figura nell’accordo sul trattamento dei dati.
Che cosa significa concretamente per noi il CLOUD Act?
Che un’autorità statunitense può chiedere ad AWS i dati che AWS ha, indipendentemente dal luogo di conservazione. Quello che AWS ha nell’ambito di una richiesta al modello è il testo di quella richiesta, e non viene conservato. I Suoi documenti, le basi di conoscenza, le conversazioni e gli account stanno fuori da questo ambito. Non è una garanzia, è una superficie di attacco più piccola. Chi non vuole nemmeno quella sceglie uno dei modelli aperti su server europei oppure ospita per conto proprio. Questa sezione non sostituisce una consulenza legale.
La cifratura non risolve il problema?
Non in questo punto. La cifratura protegge ciò che è conservato e il percorso di trasporto. Un modello linguistico però deve leggere il testo per rispondere, e proprio per questo caso il Comitato europeo per la protezione dei dati rileva che allo stato attuale della tecnica non vede alcuna misura tecnica di protezione efficace. Efficace è quindi soltanto la parsimonia nei dati: ciò che non esce non può essere consegnato.
Esistono anche modelli a cui il CLOUD Act non si applica?
Sì. Per i clienti con requisiti elevati di protezione dei dati sono disponibili modelli aperti di punta come GLM, Kimi e DeepSeek, gestiti da aziende europee su server in Europa; lì il CLOUD Act non si applica. L’amministrazione decide quali vie e quali modelli siano selezionabili nella Sua organizzazione e quale modello sia l’impostazione predefinita. Non c’è alcun obbligo di usare l’una o l’altra via.
Quale modello conviene scegliere?
Per classificare, estrarre e riassumere brevemente basta un modello piccolo, e costa nettamente meno. Un modello di punta conviene quando bisogna tenere insieme molto testo, quando un compito attraversa più passaggi e più strumenti oppure quando una prescrizione va rispettata alla lettera. Il consumo viene indicato per modello, così questa scelta resta verificabile.
Quanto costa in più?
Nulla in più. La prova è gratuita e senza limiti di tempo; ogni nuovo accesso parte con un credito iniziale di 50 franchi (55 euro) per l’uso dei modelli. L’istanza gestita costa 7 franchi (7,50 euro) a persona al mese, fino alla fine del mese in corso con lo sconto del 50 per cento su una durata di dodici mesi, quindi 3,50 franchi (3,75 euro). I modelli di punta consumano questo credito più in fretta di quelli piccoli, ed è proprio per questo che la scelta del modello è un’impostazione e non un dettaglio secondario. Tutti i dati sono sulla pagina Prezzi.
Funziona anche in self-hosting?
Sì, e lì decide interamente Lei la catena: registra l’accesso al servizio di modelli che preferisce, oppure lascia perdere e fa girare un modello proprio. La base LibreChat è rilasciata con licenza MIT; il repository con le nostre estensioni seguirà a breve. Che cosa significa nella pratica quotidiana è spiegato in Self-hosting.
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Fonti
Tutte le cifre e gli impegni citati in questo articolo provengono dalle fonti seguenti, verificate l’ultima volta a settembre 2026. Le rilevazioni riguardano aree geografiche diverse; nel testo abbiamo indicato di volta in volta quale.
- EY Svizzera, indagine sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese svizzere, 604 interpellati, pubblicata il 27 maggio 2026: ey.com
- Eurostat, Use of artificial intelligence in enterprises, anno di riferimento 2025: ec.europa.eu
- Bitkom Research, rapporto di studio sulla protezione dei dati, 603 imprese interpellate in Germania con almeno 20 addetti, rapporto di febbraio 2026: bitkom.org
- Bitkom, Cloud Report 2025, 604 imprese interpellate in Germania con almeno 20 addetti, pubblicato l’11 giugno 2025: bitkom.org
- Regolamento (UE) 2022/2554 relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario (DORA), articolo 30 paragrafo 2 lettera b: eur-lex.europa.eu
- Circolare FINMA 2018/3 Outsourcing, versione in vigore dal 1° gennaio 2021, numeri marginali 30 e 31: finma.ch
- Commissione europea, Cloud and AI Development Act, proposta con quattro livelli di sovranità: digital-strategy.ec.europa.eu
- Menlo Ventures, The State of Generative AI in the Enterprise, 495 persone con potere decisionale interpellate negli Stati Uniti, novembre 2025: menlovc.com
- Synergy Research Group, quote di mercato nel mercato cloud europeo, 24 luglio 2025: srgresearch.com
- Amazon Web Services, schede dei modelli Claude Opus 5 e Claude Sonnet 5, sezione Regional Availability: In-Region non è supportata per la regione Europe (Zurich) per nessuno dei due modelli, mentre il profilo geografico per l’Europa lo è: Opus 5, Sonnet 5
- Amazon Web Services, Cross-Region Inference a partire dalla regione di Zurigo, contributo del 21 ottobre 2025: «your content generally remains in the source Region; however, notably, your input prompts (request data) move outside»: aws.amazon.com
- Amazon Web Services, Data protection in Amazon Bedrock, sui Model Deployment Accounts, ai quali i fornitori dei modelli non hanno accesso; mancata conservazione e accesso degli operatori stanno sulla pagina citata nella nota 21: docs.aws.amazon.com
- Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act (CLOUD Act) del 2018, inserito come 18 U.S.C. § 2713: congress.gov
- Amazon Web Services sul CLOUD Act: «The CLOUD Act applies to all electronic communication service or remote computing service providers that operate or have a legal presence in the U.S.»: aws.amazon.com
- Comitato europeo per la protezione dei dati e Garante europeo della protezione dei dati, risposta congiunta sul CLOUD Act statunitense, 10 luglio 2019: edpb.europa.eu
- Sénat, commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici, audizione del 10 giugno 2025, dichiarazione sotto giuramento: «Non, je ne peux pas le garantir, mais, encore une fois, cela ne s’est encore jamais produit.»: senat.fr
- Amazon, Government Request Report per il primo semestre 2026, pubblicato il 31 luglio 2026: awsstatic.com
- Comitato europeo per la protezione dei dati, raccomandazioni 01/2020 sulle misure supplementari, versione 2.0 del 18 giugno 2021, numeri 94 e 95: edpb.europa.eu
- Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza sullo Swiss-U.S. Data Privacy Framework, in vigore dal 15 settembre 2024: edoeb.admin.ch
- Tribunale dell’Unione europea, sentenza del 3 settembre 2025 nella causa T-553/23 sull’EU-U.S. Data Privacy Framework, comunicato stampa n. 106/25: curia.europa.eu
- Amazon Web Services, Amazon Bedrock abuse detection, su Zero Data Retention e sui modelli che fanno eccezione: docs.aws.amazon.com